Flora alpina

Camminare, per me, significa entrare nella natura. Ed è per questo che cammino lentamente, non corro quasi mai. La Natura per me non è un campo da ginnastica. Io vado per vedere, per sentire, con tutti i miei sensi. Cosi’ il mio spirito entra negli alberi, nel prato, nei fiori. Le alte montagne sono per me un sentimento

(R. Messner)

Una pagina riservata a coloro che desiderino imparare qualcosa di più sul mondo della montagna. Se è vero che è affascinante, ed enorme, la soddisfazione di scalare e conquistare una cima, è altrettanto piacevole ed affascinante scoprire tutto quello che c’e’ nel mezzo. Andando per sentieri capita, spesso, di imbattersi nei fiori più strani e dai nomi più disparati. Sicura soddisfazione è quella di imparare a riconoscerli. Se, a prima vista, puo’ sembrare un’impresa impossibile, con un po’ di esperienza, e con un occhio attento, è possibile scorgerne le differenze e apprenderne le peculiarità. In questo spazio riportiamo le specie più comuni e più facili da identificare.

 

Giglio rosso o di San Giovanni (Lilium bulbiferum)

Tra i gigli spontanei è uno dei più vistosi e dei più facili da identificare, per via delle grandi corolle di colore arancione, minutamente punteggiate di nero, che si aprono a coppa ai raggi del sole. Vive nei prati solatii, sulle cenge erbose delle rupi e nei boschi, in una fascia altitudinale estesa da 500m a 1900m.

_____________________________________________________________________________

Giglio Martagone (Lilium martagon)

Splendido da osservare e di facile identificazione. E’ uno dei fiori più noti e popolari delle nostre montagne. A differenza del Giglio di San Giovanni dalle corolle a coppa ed erette, il martagone presenta i fiori in un delizioso e caratteristico “turbante”, ossia penduli e con tepali rivolti verso l’alto. E’ presente su tutte le Alpi e anche sull’Appennino settentrionale e centrale.

_____________________________________________________________________________

Dente di cane (Erythronium dens-canis)

Puo’ ricordare il ciclamino per il portamento e il colore dei suoi grandi fiori rosei e penduli. Il nome di questa pianta deriva dalla forma del bulbo, diviso in due lobi come un dente. Fiorisce precocemente annunciando l’arrivo della primavera e allieta con le sue forme e colori le pendici erbose, i cespuglietti e i boschi di latifoglie delle Prealpi, delle Alpi e dell’Appennino Settentrionale a quote, in genere, inferiori ai 1200m.

_____________________________________________________________________________

Croco primaverile o Zafferano selvatico (Crocus albiflorus)

Specie estremamente comune e nota, si puo’ osservare facilmente camminando in montagna. I suoi fiori sono i primi ad apparire dopo lo scioglimento delle nevi , ricoprendo in grandi quantità le praterie umide, i prati concimati e i pascoli di montagna, fra 600 e 2400m di quota. Sulle Alpi il colore dei fiori è generalmente bianco, mentre nelle popolazioni appenniniche domina il violetto.

_____________________________________________________________________________

Bucaneve (Galanthus nivalis)

Tra le piante alpine più note, si incontra facilmente camminando sui sentieri di montagna. Il suo nome deriva dalla precocissima fioritura che avviene talora in Febbraio, quando la coltre nevosa ricopre ancora in parte il terreno. Vive in gruppi numerosi nelle radure dei boschi, nei prati umidi e lungo le rive dei ruscelli, sulle Alpi e sugli Appennini. Predilige gli ambienti di bassa quota (0-1200m) ma si spinge ad altitudini considerevoli come in talune località delle Alpi dove è stata osservata oltre i 2000 metri.

_____________________________________________________________________________

Campanella di primavera (Leocojum vernum)

Davvero bella da incontrare lungo i sentieri, questa specie viene spesso confusa con i bucaneve. In realtà è facile distinguerla per i tepali tutti di uguale lunghezza, e maculati di verde o di giallo all’apice. E’ pianta a fioritura precoce e annuncia l’arrivo della primavera. Vive in gruppi numerosi nei boschi umidi di latifoglie e nelle praterie fresche delle Alpi e dell’Appennino settentrionale e centrale, dal livello del mare fino a 1600m di altitudine.

_____________________________________________________________________________

Bottone d’oro (Trollius europaeus)

Appartenente alle Ranuncolacee, è una specie di notevole bellezza per i suoi fiori delicatamenteprofumati, di colore giallo citrino. E’ pianta erbacea perenne, dal fusto eretto, striato, non ramificato, con un solo fiore terminale piuttosto grande. Vive nei prati di monte, nelle radure dei boschi e nei terreni torbosi, tra 500 e 2100m di altitudine. Cresce su tutte le Alpi e sull’Appennino settentrionale e centrale.

_____________________________________________________________________________

Ranuncolo di montagna (Ranunculus montanus)

Una delle specie più comuni in montagna, vive in ambienti molto diversi: dal fondovalle sin oltre il limite delle nevi perenni, nelle radure dei boschi, lungo le rive dei torrenti, negli arbusteti, nei prati falciati, negli alti pascoli, nelle vallette nivali, nei macereti e tra le rupi. Come tutti i ranuncoli presenta fiori gialli, dalle corolle regolari. Fiorisce in estate da giugno ad agosto.

_____________________________________________________________________________

Mirtillo rosso (Vaccinium vitis-idaea)

Appartenente alle Ericacee, vive nelle brughiere e nei boschi di conifere delle Alpi e dell’Appennino tosco-emiliano, mediamente fra i 1000 e i 2200m di quota. Spesso lo si trova insieme al mirtillo nero, dal quale si distingue per la presenza di foglie coriacee e persistenti anche d’inverno e per le bacche subsferiche di colore rosso vivo, anzichè nero. Le bacche sono commestibili, come quelle del mirtillo nero, hanno pero’ un sapore diverso, più acidulo e alquanto amarognolo, e vengono utilizzate nella preparazione di composte e marmellate.

_____________________________________________________________________________

Primula di Lombardia (Primula glaucescens)

Specie endemica delle Prealpi e Alpi Lombarde (dal lago di Como alle Giudicarie) vive sulle rupi calcaree, in stazioni ombrose ed umide, da 450 a 2400m di quota. Fiorisce da Maggio a Luglio. Si riconosce per le sue grandi corolle, rosee, purpuree o violette, ad apice acuto e margine largamente cartilagineo.

_____________________________________________________________________________

Primula irsuta (Primula hirsuta)

Come la precedente, questa pianta possiede fiori rosso-violacei. Le foglie sono spatolate e dentellate nella metà superiore. Vive in un settore ristretto delle Alpi (dal Trentino alle Graie, sulle rupi, sulle morene e sui pascoli di alta quota, in genere fra i 1200 e 2500 metri. In particolari condizioni climatiche, scende più in basso, come sul Lago Maggiore,a 230m, o sale ben oltre il limite della vegetazione arborea, come sul Monte Rosa, dove è stata osservata  oltre i 3500m

_____________________________________________________________________________

Soldanella (Soldanella minima)

Le soldanelle derivano il loro nome dalla forma rotondeggiante delle foglie, che ricorda quella di piccoli soldi. Sono tra le piante primaverili più rimarchevoli della montagna perchè si sviluppano e fioriscono nelle immediate vicinanze della neve fondente. La soldanella minima è distinta in due sottospecie, di cui una popola le vallette nivali delle Alpi, su substrati calcarei, con esclusione di quelle Liguri-Piemontesi; l’altra, quella sannitica, è invece esclusiva dell’Appennino abruzzese (Maiella) e si distingue dalla prima per la corolla campanulata.

_____________________________________________________________________________

Ciclamino delle Alpi (Cyclamen purpurascens)

Tra i ciclamini della nostra flora, questo è l’unico che vive nelle Alpi, dove popola in colonie vivaci, gli ambienti memorali, freschi ed ombrosi, delle faggete. Predilige i substrati sassosi, ma umiferi, delle montagne calcaree dove si spinge in altitudine fino a 2000 metri. La fioritura è autunnale.

_____________________________________________________________________________

Stella Alpina o edelweiss (Leontopodium alpinum)

Emblema delle montagne alpine, ha un areale vastissimo: spazia dalla Penisola Iberica al Giappone e si estende in altitudine da quote collinari di appena 200 metri ai 5400 metri nell’Himalaya. E’ pianta perenne, ricoperta di una peluria bianco-lanosa. Vive nei pascoli alpini di tutte le Alpi, di preferenza sui substrati calcarei, fra i 1500 e i 3000 metri di quota. La sfrenata e irrazionale raccolta, ha reso necessario inserirla tra le specie protette, quindi è assolutamente vietato raccoglierla. Per la sua bellezza, è spesso coltivata nei giardini alpini.

_____________________________________________________________________________

Salici di montagna (Salix herbacea)

I salici delle alte montagne sono piante di ridotte dimensioni, aderenti al suolo e dal portamento strisciante, come conseguenza diretta delle severe condizioni climatiche in cui si trovano a vivere. Fra le specie più comuni nelle vallette nivali possiamo ricordare il salice erbaceo, un piccolo arbusto che nasconde nel terreno il fusto legnoso e i rami per difendersi dal freddo, lasciando emergere solo le foglie e i fiori. Fiorisce in estate e in Italia è prevalentemente distribuita sulle Alpi, fra 2000 e 3000 metri di quota, ma si trova anche in qualche località dell’Appennino centrale, sui Sibillini e sul Gran Sasso, sempre a quote elevate.

_____________________________________________________________________________

Romice scudato (Rumex scultatus)

Specie frequente e assai diffusa nei macereti, negli incolti, nelle radure di tutti i monti italiani, da quote modeste fino a 2200 m, con punte estreme di 2700 m nelle Alpi e di 3000 m sull’Etna. E’ una pianta erbacea perenne, ramificata in alto e portante i fiori, penduli e screziati di rosso, in pannocchie ramose. Le popolazioni di montagna lo raccolgono e, talora, lo coltivano come verdura, poichè, consumato in insalata, è succoso e saporito.

_____________________________________________________________________________

Bistorta o Erba serpentina (Polygonum bistorta)

Pianta comunissima e abbondante nei prati pingui concimati delle montagne alpine ed appenniniche, da 900 a 2000m di altezza. E’ un’erba perenne, con rizoma tuberoso e contorto, da cui si eleva un fusto eretto che porta in alto una spiga cilindrica con numerosi fiori rosei violetti avvolgenti ognuno un frutto trigono, acuminato all’apice e lungo pochi millimetri. Non viene pascolata direttamente dal bestiame, ma fornisce un ottimo foraggio verde o affienato.

_____________________________________________________________________________

Saponaria (Saponaria lutea)

Piccola pianta, alta appena 5-10 cm, a fusti gracili, eretti, pelosi nella metà superiore da 2 o più paia di foglie lineari e coriacee. Piuttosto rara, merita di essere ricordata per la sua ornamentalità. In Italia vive sulle pendici pietrose, negli alti pascoli e nelle zolle pioniere delle Alpi occidentali (Pennine e Cozie), fra 1500 e 2600 m di quota; è segnalata anche sul versante svizzero e francese delle Alpi. Fiorisce in estate, fra luglio ed agosto.

_____________________________________________________________________________

Peonia selvatica (Peonia officinalis)

Una delle piante più ornamentali della nostra flora spontanea, che allieta con i suoi magnifici fiori le pendici cespugliose e sassose, le schiarite dei boschi di querce, delle faggete e degli arbusteti sulle Alpi e gli Appennini. Vive di preferenza fra 100 e 1800 m di quota e fiorisce nella tarda primavera, da maggio a giugno.

_____________________________________________________________________________

Anemone delle Alpi (Pulsatilla Alpina)

Le pulsatille, spesso confuse con gli anemoni, si distinguono da quest’ultime per la presenza di appendici piumose che ornano i frutti e favoriscono la loro disseminazione. L’anemone alpina è una pianta ben nota perchè assai comune in tutti i pascoli alpini e tra le rupi delle Prealpi e delle Alpi oltre i 1500 metri. Fiorisce d’estate, da giugno ad agosto, solo eccezionalmente in altri periodi. I frutti sono a lungo persistenti, numerosi ed ornati da code piumose lunghe 5 cm. Per questo motivo è più facile osservare la pianta in frutto, piuttosto che in fiore.

_____________________________________________________________________________

 Aquilegia di einsele (Aquilegia einseleana)

Pianta endemica esclusiva dei terreni calcareo-dolomitici del versante meridionale alpino dal Lago di Lugano alla Stiria e, meno frequentemente, del versante settentrionale nel Salisburghese. Vive sulle cenge delle rupi, sulle pietraie e sui pascoli sassosi, da 600 a 2100m di quota, dove fiorisce in estate, da giugno a luglio. La specie è dedicata al medico Einsele che per primo la scopri’ nel 1847 sui monti intorno a Berchtesgaden.

_____________________________________________________________________________

Rododendro irsuto (Rhododendron ferrugineum)

E’ il rododendro più comunemente noto e ricercato per i fiori di colore rosso vivo e dal profumo resinoso. Si tratta di un cespuglio sempreverde, arbusto pioniere che colonizza in massa e su vastissime aree le pietraie alpine consolidandole; è pure un caratteristico elemento del sottobosco, nei boschi radi di aghifoglie d’alta quota (lariceti e pinete di Pino Cembro). Pur essendo pianta tipica delle Alpi, vive anche sull’Appennino settentrionale. FIorisce da maggio a luglio.

_____________________________________________________________________________

Azalea delle Alpi (Loiseleuria procumbens)

Uno dei più importanti e caratteristici arbusti prostrati delle Alpi; vive, quale specie pioniera, oltre il limite della vegetazione forestale e sin verso i 3000m, nelle posizioni piu’ esposte, rupestri e detritiche, formando vasti tappeti, alti solo 2-10 cm e creando, con la sua presenza, condizioni di vita che favoriscono lo sviluppo di piante piu’ esigenti. Le corolle sono campanulate e di un bel colore rosa. Fiorisce in luglio.

_____________________________________________________________________________

Calluna o brugo (Calluna vulgaris)

Specie ornamentale molto comune; vive assai copiosa sui terreni acidi e poveri, nei cespuglieti, nelle torbiere, nei boschi e nei pascoli delle Alpi e dell’Appennino settentrionale e centrale, in un ampio intervallo altitudinale che va dal livello del mare fino a 2700m di quota. Fiorisce nella tarda estate da luglio a settembre. I fiori sono melliferi e l’infuso delle foglie puo’ venire usato in sostituzione del tè.

_____________________________________________________________________________

Genziana a foglie d’Asclepiade (Gentiana asclepiadea)

Questa bella genziana è frequente nei boschi umidi e nelle praterie acquitrinose delle Alpi, delle Alpi Apuane e dell’Appenino tosco-emiliano. I fiori sono disposti in gruppetti di 2-3 e presentano una corolla azzurro-violacea. Fiorisce nella tarda estate, da agosto a novembre.

_____________________________________________________________________________

Veronica delle Alpi (Veronica alpina)

Tra le veroniche perenni di montagna è specie caratteristica per le sue corolle rotate di colore azzurro-violaceo. Pianta di modeste dimensioni, vive nei pascoli sassosi, nelle vallette nivali e negli ambienti umidi di tutte le Alpi, fra i 1500 e 3000 metri. E’ segnalata in rare stazioni dell’Appennino modenese e abruzzese.